Giugno 28, 2021

Linguaggio e potere

By Andrea Padovano

Il pensiero di Wittgenstein ha influenzato la logica del 900 e direi tutto il pensiero del 900 fino ai nostri giorni.

Il Trattato filosofico rappresenta una delle sue opere più rappresentative.

“Su ciò di cui non si può parlare, si deve tacere”. Questa frase necessità una analisi approfondita proprio nel collegamento fra Potere e linguaggio.

Prendiamo l’affermazione :

“Dio Esiste”

Dovrebbe corrispondere a quell’ambito del quale non si dovrebbe parlare e si dovrebbe tacere, ricadendo nella sfera di quella metafisica fuori dal perimetro della analisi del Trattato.

Eppure, proprio questa affermazione viene più commentata, vissuta, abusata, combattuta, distrutta, ricreata. Il rapporto fra linguaggio e Potere non è solo un rapporto strumentale. Cioè il linguaggio diventa un modo per esercitare il Potere.

Il linguaggio diventa esso stesso espressione di Potere ed oggetto di Potere.

“Il mondo è tutto ciò che accade” “Su ciò di cui non si può parlare, si deve tacere”. Ci vogliamo spingere oltre. Se la verità è tutto ciò che accade, allora il Potere è tutto ciò che accade. Quindi il Potere, cioè la specificazione dell’essere, assume una connotazione principale negli accadimenti.

Si deve tacere ? In realtà tutto quello di cui si dovrebbe tacere è tutto quello per cui vale la pena vivere. Ci troviamo quindi ad un bivio fra quello che è “discutibile” e quello che rappresenta quello che chiamiamo “vita”. Al di là di tutto, l’Archelogia è uno degli strumenti per cercare di entrare nelle dinamiche di ciò che accade.

“Dio esiste”. Quanto sangue scorre ed è stato versato nel passato su verità di carattere religioso. Se poi analizziamo le relazioni, le classi ed il profitto che sottende a tutte le vicende di carattere religioso, se ne ricava un fenomeno che scorre con una “potenza” incontrollabile.

Facciamo un esempio di quello che viene chiamato il fenomeno delle Fake News. Le ultime tendenze allontanano l’analisi del fenomeno circa la verità delle affermazioni, per andare verso una analisi dei flussi di come le Fake News si generano e si diffondono. Ci allontaniamo quindi da una analisi attinente al vero della notizia, per approfondire il flusso della stessa. Come se l’impronta di tutto fosse nel divenire e non nell’essere. “Tutto scorre” diceva Eraclito. Per arrivare al fatto che l’unica verità percepibile è ciò che scorre, che si palesa.

Questa operazione di destrutturazione, in realtà nasconde una strutturazione orientata all’Archelogia. Il linguaggio assume un valore in rapporto alla persona (intesa come classe) che usa quel linguaggio. Il linguaggio avulso dal contesto non è meno chiaro. Perde proprio la sua caratteristica propria.

Il fenomeno dell'”allontanamento” dalla verità si scorge anche nella tendenza attuale della politica come luogo del tutto e del contrario di tutto. Questo processo rafforza il linguaggio come espressione di Potere. Se l’affermazione perde il suo riferimento alla verità, diventa solo una espressione di Potere. Non è più importante la coerenza della affermazione, quanto l’appartenenza dell’affermazione ad un certo gruppo (classe) di Potere. Il linguaggio espressione di Potere e non di descrizione della realtà. In base a questa operazione di de-significanza, il linguaggio si pulisce di ogni orpello ipocritamente orientato alla descrizione del vero, per svelare la sua natura strumentale.

Parafrasando si potrebbe dire che non solo la storia è dei vincitori, ma proprio il linguaggio tutto è dei vincitori.